Straordinario e quotidiano da Strozzi a Magnasco – Umane contraddizioni negli occhi dei pittori

16mar11:0016lug18:00Straordinario e quotidiano da Strozzi a Magnasco – Umane contraddizioni negli occhi dei pittori

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L’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana organizza una nuova mostra “Straordinario e quotidiano da Strozzi a Magnasco. Umane contraddizioni negli occhi dei pittori” a cura di Agnese Marengo e Maurizio Romanengo.

La mostra è un viaggio nella vita a Genova ai tempi della Repubblica attraverso lo sguardo degli artisti, attenti osservatori del quotidiano e testimoni privilegiati di eventi straordinari.

Quaranta opere di maestri genovesi dal Cinquecento al Settecento tra disegni e dipinti provenienti da musei e collezioni private mettono in luce aspetti comuni e inconsueti della società del tempo.

Bernardo Strozzi, il Grechetto, Gioacchino Assereto, Luciano Borzone, Domenico Fiasella, i fratelli De Wael, Bartolomeo Guidobono, Alessandro Magnasco e altri offrono al visitatore la chiave per confrontarsi con donne e uomini dipinti secoli fa ma mossi dalle sempre presenti umane contraddizioni.

Grazie al loro sguardo acuto, talvolta ironico e sempre sensibile, gli artisti sono gli interpreti ideali della propria epoca. Mettono infatti in scena più o meno consapevolmente una propria visione dell’umanità, con un occhio ciò che li circonda e uno a ciò a cui aspirano, dando fiato alla propria voce, ma anche a quella dei committenti, siano essi religiosi o laici, istituzioni pubbliche o raffinati collezionisti.

Aspetti concreti o ideali dell’esistenza affiorano dalle loro opere, non solo quando “fotografano” accadimenti o personaggi reali, ma anche quando raccontano per immagini storie straordinarie, lontane dal quotidiano: soggetti sacri, mitologici o di storia antica, slegati dal presente.

Attraverso cinque sezioni tematiche il visitatore scopre opere di segno opposto, per uno stimolante confronto tra rappresentazioni di aspetti conflittuali della società del tempo.

In un ideale viaggio che continuamente muove dal particolare all’universale si susseguono lungo il percorso “Straordinario e quotidiano”, “Miseria e nobiltà”, “Ozio e negozio”, “Corpi svelati e abiti indossati”, “Santi e peccatori”.

Il percorso della mostra si snoda nelle sale espositive al primo piano nobile di Palazzo della Meridiana, la dimora cinquecentesca che fu dei Grimaldi, a chiusura della meravigliosa infilata di palazzi di Strada Nuova.

 

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Quando

Marzo 16 (Giovedì) 11:00 - Luglio 16 (Domenica) 18:00

Organizzatore

Palazzo della Meridiana

Palazzo della Meridiana, più propriamente detto “Palazzo Grimaldi della Meridiana”, fu costruito per volere di Gerolamo Grimaldi Oliva nel 1541. L’edificio venne realizzato in un’area per lungo tempo non urbanizzata, nonostante la vicinanza alla chiesa di S. Siro (prima cattedrale suburbana, VI sec.). L’area, infatti, era poco accessibile e molto scoscesa: si trovava alle pendici della collina di Castelletto, in gran parte di proprietà dei frati di San Francesco. All’epoca della sua costruzione, il Palazzo – come oggi - aveva accesso da Salita San Francesco. Non esistevano infatti ancora nè il tracciato di Strada Nuova (oggi via Garibaldi) nè i Palazzi prospicienti la strada. Gerolamo Grimaldi lasciò il Palazzo all’unico figlio maschio, Battista, al quale si deve il completamento della decorazione interna, realizzata tra 1565 e 1566 con l’intervento di artisti del calibro del Bergamasco, di Luca Cambiaso (“Ulisse che saetta i Proci”, “Episodi dell’Odissea”, “Satiro sbeffeggiato da Amore”), del Perolli e di Lazzaro Calvi.

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